Cosa voglio dire sui dolci e chi li crea

Solo gli imbecilli non sono ghiotti, si è ghiotti come poeti, si è ghiotti come artisti …” (G. de Maupassant)

E’ sacrosanto concedersi una pausagolosa ogni tanto, assaporando un dolce, che sia una torta, una mousse, un gelato o semplicemente una caramella o cioccolatino. Maupassant ci esorta quindi a concederci almeno per un istante una dolce golosità, giustificando la nostra trasgressione come un atto intelligente! Come dico spesso: le diete sono fatte per essere rispettate, i dolci sono fatti per essere mangiati! Quando si sta per compiere una trasgressione come mangiare un dolce calorico, si sa benissimo che tutti quegli zuccheri andranno sui fianchi e sulla pancia, quindi si è ad un bivio: mangiare la torta, fare 8 km a piedi per smaltirla e poi sentirsi felici ed appagati, oppure piangersi addosso dopo aver compiuto il nefasto gesto di portarsi alla bocca il cucchiaio colmo di panna. Mi capita spesso di ascoltare odiose lamentele di individui, che non resistono alla trasgressione, la compiono e poi piangono lacrime amare dando la colpa a chi prepara il tal dolce. Ecco, questo è il senso di quello che vuole dire Maupassan: essere intelligenti e consapevoli di concedersi una gioia come un dolce, ma senza rimpianti e lacrime di coccodrillo.

Chi crea un dolce, non lo fa per compiacere se stesso, ma lo fa come atto d’amore.

2 risposte a Cosa voglio dire sui dolci e chi li crea

  1. vogliadidolci scrive:

    santissime parole, sia le tue che di Maupassan :D

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